Bonus affitti, come sanare le compensazioni anticipate

Bonus affitti, come sanare le compensazioni anticipate

21 - 12 - 2020

Il Dl 104/2020 (decreto Agosto) ha disposto l’estensione del credito d’imposta sugli affitti al mese di giugno, luglio per le attività stagionali, e l’allargamento al settore termale oltre che l’aumento al 50% del credito per i fitti d’azienda delle strutture turistico ricettive, rendendo le suddette misure condizionate all’autorizzazione della Commissione europea. Infatti, l’art. 76 del D.L. 104/2020 dispone che “l’efficacia della presente disposizione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell’art. 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”.

  • Molti beneficiari hanno correttamente sospeso l’utilizzo del credito d’imposta in attesa dell’autorizzazione comunitaria, concessa il 28.10.2020 con la decisione C(2020) 7595 final. Gli operatori sono venuti a conoscenza della concessione dell’autorizzazione solo attraverso un question time del 18 novembre scorso. Sono comunque numerosi coloro che dal 15.08, non appena conosciuto il contenuto del decreto di mezza estate, hanno compensato il credito d’imposta del mese di giugno/luglio senza attendere l’autorizzazione.
  • Per chi avesse utilizzato anticipatamente il credito in compensazione è possibile escludere il fatto che la fattispecie possa essere inquadrata tra quelle di utilizzo di credito inesistente, la cui sanzione sarebbe dal 100 al 200% del credito compensato, qualora il contribuente ne avesse fruito in presenza di tutti i requisiti sostanziali richiesti dalla norma, quali il calo del fatturato o il pagamento del canone.
  • Pertanto, alla anticipata compensazione del tax credit affitti si potrebbe teoricamente applicare (semmai) la sanzione del 30% (art. 13, c. 4, D. Lgs. 471/1997) per i casi di utilizzo di eccedenze o di crediti d’imposta esistenti ma utilizzati in misura superiore a quella spettante o in violazione delle modalità di utilizzo previste dalle leggi vigenti. Tale sanzione è ravvedibile con il ripristino del credito non spettante.
  • Ci si chiede però se a fronte della complessità di un ravvedimento operoso innescato da una normativa emergenziale (che non è sempre stato possibile applicare alla lettera) non sia possibile invocare la buona fede del contribuente.
  • Per evitare possibili contestazioni sarebbe auspicabile una presa di posizione dell’Amministrazione Finanziaria sul tema.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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