L’articolo 65-bis, D.L. n. 73/2021 aveva introdotto, per gli anni 2021 e 2022 il cd. “bonus restauro edifici storici”, che consisteva nell’attribuzione di un credito di imposta del 50% delle spese sostenute per il restauro di edifici di interesse storico e artistico.
La Legge di Bilancio 2025, art. 1, comma 593, modificando direttamente il citato comma 593, ha riproposto l’agevolazione in esame per il triennio 2025-2027.
Il credito d’imposta è concesso alle persone fisiche che detengono a qualsiasi titolo immobili di interesse storico e artistico soggetti alla tutela prevista dal D.Lgs. n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), in relazione alle spese sostenute nel 2025, 2026 e 2027, per interventi di manutenzione, protezione e restauro effettuati sui predetti immobili.
Il credito d’imposta spetta a condizione che l’immobile non sia utilizzato nell’esercizio di impresa (articolo 65-bis, comma 3, D.L. n. 73/2021).
Considerato il riferimento alla detenzione “a qualsiasi titolo”, deve ritenersi che siano ammessi al beneficio le persone fisiche quali proprietari, titolari di diritti reali di godimento nonché detentori (comodatari, inquilini) dell’immobile di interesse storico artistico. Inoltre, il riferimento alle “persone fisiche” esclude dal bonus in esame i soggetti IRES (società ed enti).
Il credito d’imposta è riconosciuto:
- nella misura del 50% delle spese agevolabili sostenute dai soggetti ammessi (comma 3, art. 65-bis, D.L. n. 73/2021),
- nell’ammontare complessivo di € 200.000 per ciascuno degli anni a decorrere dal 2025 (comma 593, art. 1, Legge di Bilancio 2025).
Fonte : Seac